Un capolavoro firmato Marco De Bartoli


Degustazioni clandestine  

Questa storia ha inizio con Marco De Bartoli, trentuno anni fa. Marco imbottiglia questo meraviglioso Marsala che ci ha completamente rapiti durante una degustazione tra appassionati. Lui è stato uomo legato fortemente alle proprie radici che scendono profonde nel suolo di Marsala, ma nello stesso tempo dentro di se ha sempre avuto    un ' anima  ribelle e controcorrente, vocata al rischio e all' imprevedibilità, e tutto questo solo per passione. Oggi la storia continua con Renato, Sebastiano e Giuseppina, che hanno creduto fortemente nelle scelte del padre. Eredità difficile da portare avanti, quando oggi, se si parla di Marsala si accosta la figura di De Bartoli. La grande scelta di questo produttore  è stata soprattutto quella di valorizzare un vitigno su tutti, il Grillo, e lottare per cambiare l’immagine “industriale” del Marsala.        La scelta è stata quella di un vitigno autoctono dall’acidità spiccata, com’è il Grillo, scelto come rappresentante di questo territorio e per ottenere un vino di grande struttura e complessità, che fosse

 adatto all’invecchiamento per la produzione di un grande Marsala.
Questa rara  Riserva nasce nel 1988, anno nel quale è stata effettuata la fortificazione del vino base, e  dopo anni di affinamento in botti di castagno e rovere è stato messo in bottiglia.                                   E’un Marsala Vergine, tipologia che non prevede da disciplinare l’aggiunta di mosto o mistella ma solo alcol, dunque siamo di fronte ad un vino secco. Questa Riserva 1988 si presenta abbastanza consistente, dal colore ambrato intenso, caldo ed incredibilmente brillante. Al naso è intenso e complesso, con profumi che dalla freschezza degli agrumi arrivano sino alla frutta secca, mallo di noce e a note tostate. Sentori di arancia amara e mandorla sbucciata, vengono sfumati da venature saline.Il gusto è di grande complessità e persistenza aromatica, tra l'empireumatico con toni di tostatura, e l'agrumato che ricorda un cedro candito, ed infine in chiusura il salmastro e il torbato.
Un vino inedito, così tradizionale e così moderno al tempo stesso, rappresenta il frutto del lavoro di sperimentazione instancabile portato avanti da Marco De Bartoli negli anni. Nel 1988, De Bartoli volle cimentarsi anche con questa tipologia di marsala, da sempre e volutamente tenuta da parte, poiché l’unico vino a potersi fregiare dell’aggettivo “vergine” era secondo la sua personale visione il Vecchio Samperi, ottenuto senza alcuna aggiunta di alcol."
Tutti i commensali quella sera hanno avuto la stessa conclusione: un capolavoro!





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